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FERLINGHETTI LAWRENCE
 
ARTISTA OPERE MOSTRE IN ASTA
 

Lawrence Ferlinghetti (Yonkers 1919) LAWRENCE FERLINGHETTI, IL PREVERT D‘AMERICA di Fernanda Pivano Il Prevert d‘America. Il fondatore della prima libreria di soli tascabili. Il primo editore di poesia per soli volumi tascabili. L‘ editore di Allen Ginsberg e del suo clamoroso Howl. Il primo a distribuire i bottoni della campagna antinucleare esposti in una cesta vicino alla porta della libreria. Attivista del Fair Play for Cuba Committee. Anarchicopacifista. Da dove ha cominciato questo poeta, ora popolarissimo per la sua poesia e per le sue scelte di vita?. La sua nascita e la sua educazione non hanno avuto parte rilevante nella sua storia e d‘ altronde sono rese oscure dall‘ ironia con cui ne parla: il suo biografo Neely Cherkovski ha svolto ricerche pazienti alle quali rimando gli studiosi. Importanti invece mi sembrano tre fatti chiave della sua vita: il suo arruolamento nella Marina dove rimase fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale partecipando allo sbarco in Normandia, la frequentazione del Greenwich Village dove conobbe dei radicali pacifisti che lo attirarono nella ideologia di sinistra e la scoperta della poesia di Jacques Prevert, che il poeta lesse la prima volta su una tovaglia di carta a St. Brieuc nel 1944, come ha raccontato nell‘ introduzione a Paroles, la raccolta da lui tradotta e pubblicata nel 1954. Quando venne congedato andò a vivere al Greenwich Village frequentando la Columbia University e leggendo Henry Miller, James Joyce, Gertrude Stein e soprattutto William Butler Yeats, di cui trovò una copia su un sedile della ferrovia sopraelevata, come raccontò nella poesia numero 26 delle Pictures of the Gone World (Quadri del mondo andato). Intanto continuava a scrivere poesie sotto l‘influenza di Thomas Stearns Eliot e Ezra Pound; si laureò nel 1947 e l‘anno dopo, con una borsa di studio da ex militare, andò a studiare alla Sorbonne di Parigi dove subito cominciò a elaborare un romanzo. Il romanzo diventò Her, che sarebbe stato pubblicato dodici anni dopo dalla New Directions di James Laughlin: un romanzo di stampo surrealista basato su un monologo interiore. Poi conobbe Kirby Smith, una splendida ragazza del Sud. anche lei laureata alla Columbia University e la sposò in Florida nel 1951:intanto si era spostato a San Francisco, traduceva Prèvert e scriveva critica d‘arte sulla rivista ‘‘Art Digest" di New York, venendo così in contatto con i pittori dell‘espressionismo astratto che lavoravano in quegli anni a San Francisco e lasciandosi influenzare specialmente dalle pitture in bianco e nero di Franz Kline e dalla calligrafia cinese introdotta da Marc Tobey e da Morris Graves. Fu in questo periodo che cercò di trovare un rapporto tra la parola scritta e la pittura dell‘espressionismo astratto; voleva raggiungere una percezione pittorica attraverso la parola stampata: il biografo Cherkovski dice: "Voleva disporre i versi in modo che il loro aspetto aiutasse ad esprimere il messaggio. Questo modo di disporre i versi. che è la croce e la delizia degli editori di Ferlinghetti e di Allen Ginsberg, presenta poesie non più costituite da strofe ma da "gruppi di parole sistemati sulla pagina secondo l‘importanza o il significato o l‘umore dell‘immagine o del concetto espresso". Seguendo questa idea Ferlinghetti scrisse le ventisette poesie di Pictures of the Gone World, che nel 1955 pubblicò come primo volume della sua casa editrice City Lights Books. A questa gloriosa casa editrice tanto famosa nel mondo arrivò sull‘onda della San Francisco Poetry Reinassance, la Rinascita Poetica di San Francisco, il momento magico che trasformò la poesia americana in una esplosione di creatività e di rinnovamento. Il mezzo espressivo più visibile del rinnovamento furono i readings, cominciati in sordina nel 1947 quando Madeline Gleason organizzò un Festival di Poesia Moderna che viene considerato di solito il primo reading pubblico d‘America (fra gli altri lesse per lei Dylan Thomas ne 1952). Forse furono questi readings a dare l‘idea a Ruth Witt-Diamant di fondare nell‘estate 1953 il San Francisco Poetry Center, il Centro di Poesia di San Francisco, dove si raccolsero i poeti californiani per ascoltare quelli che venivano da più o meno lontano. In quegli anni Ferlinghetti conobbe il poeta Kennett Patchen, per il quale nutrì sempre un‘enorme ammirazione e del quale nel 1956 pubblicò una raccolta di poesie, e il compianto Kenneth Rexroth, che aveva quattordici anni più di lui e con la sua grossa reputazione di uomo di cultura formata a Chicago faceva da catalizzatore dei giovani poeti. Il Centro fu inaugurato con un reading di Theodore Roethke e nel 1954 vi andò a leggere anche Wyston Hugh Auden; i poeti locali che lo frequentavano erano per esempio Jack Spicer, Robin Blaser, Thomas Parkinson, William Everson (un sacerdote chiamato Fratello Antoninus), Lew Welch, Philip Lamantia. Gary Snyder, Philip Whalen, Michal McClure. La poesia che leggevano era estetizzante e formale e attirava soprattutto un pubblico di addetti ai lavori. In questo clima Kenneth Rexroth dava in casa sua ogni settimana dei readings privati per poeti che si incantavano a vedere la sua enorme e raffinata biblioteca di contenuto internazionale conservata in cassette da frutta; i suoi seguaci più fedeli costituivano una comunità radicale nata dagli obiettori di coscienza della Seconda Guerra Mondiale e artefici della Berkeley Reinassance degli Anni Quaranta che faceva capo alla rivista ‘‘Circle‘‘. Frequentando Rexroth e il San Francisco‘s Poetry Center Ferlinghetti venne a contatto con tutti i poeti che più tardi sarebbero stati considerati i protagonisti della San Francisco Poetry Reinassance. Cominciò a mandare poesie alla rivista "City Lights" diretta da Peter Martin, un radicale che voleva raccogliere i protagonisti della scena culturale di San Francisco e aveva in mente di aprire una libreria specializzata in libri tascabili: Ferlinghetti diventò suo socio e nel giugno 1953 la City Lights Bookstore iniziò la sua mitica storia non soltanto di libreria "economica" ma di luogo di ritrovo dei poeti di San Francisco. Subito Ferlinghetti pensò di pubblicare libri di poesia in edizioni tascabili col nome City Lights, dopo aver chiesto i diritti a Charlie Chaplin, creatore del film che recava questo titolo; ma Peter Martin non fu d‘ accordo e nel 1955 si separò dal poeta lasciando in libreria come assistente o commesso o comunque lo si voglia chiamare Shigeyoshi (detto Shig) Murao, che più tardi diventò socio di Ferlinghetti e lo sarebbe rimasto fino al 1975, quando le loro strade si divisero. Appena partito Martin, Ferlinghetti pubblicò il primo volume della sua Pocket Poets Series, che uscì il 10 agosto I955 con le pagine non numerate e cucite nel mezzo del volume con due punti, la copertina gialla bordata di nero e le ventisette poesie di Pictures of the Gone World: fu il primo volume stampato delle liriche di Ferlinghetti e rivelò la sua idea di sistemare i versi come un disegno che ne sottolineasse i significati. Sono considerate poesie giovanili ma già avevano uno stile inconfondibile e un inconfondibile modo di scegliere come tema la vita quotidiana individuandola nella sua realtà più spicciola: Allen Ginsberg disse più tardi che era come se il poeta stesse seduto davanti alla vetrina del suo negozio e descrivesse tutto quello che vedeva avvenire nella strada. Ferlinghetti si ritrovò dunque proprietario di una libreria e di una casa editrice, amico di tutti i pittori e poeti di San Francisco e affermato poeta lirico lontano dal linguaggio accademico e immerso nella parlata comune. Tre anni più tardi, nella primavera 1958, pubblicò sulla "Chicago Review" un saggio sulla poesia di San Francisco nel quale sembra di rintracciare un ritratto della sua stessa poesia, dove dice tra l‘ altro : "Il tipo di poesia che ha fatto più chiasso qui è diversa dalla Poesia sulla Poesia, la poesia della tecnica, la poesia per i poeti e i professori che ha dominato le riviste e le antologie e che naturalmente si scrive anche a San Francisco. La poesia che si è fatta udire di recente è ciò che potrebbe essere chiamata ‘poesia di strada‘ . Perché consiste nel far uscire il poeta dal suo interiore santuario estetico dove troppo a lungo è rimasto a contemplare il suo complicato ombelico. Consiste nel riportare la poesia nella strada dove era una volta, fuori dalle classi, fuori dalle facoltà e in realtà fuori dalla pagina stampata. La parola stampata ha reso la poesia silenziosa. Ma la poesia di cui parlo qui è poesia parlata, poesia concepita come messaggio orale. A volte è stata letta col jazz, a volte no... quello che importa è che questa poesia usa gli occhi e le orecchie come non sono mai stati usati per molti anni". Nel 1 956 James Laughlin, proprietario della casa editrice New Directions di New York, al quale Ferlinghetti aveva mandato le sue traduzioni di Prèvert, gli propose di pubblicare A Coney Island of the Mind (Coney Island della mente), una raccolta di quarantotto poesie delle quali tredici, dietro suggerimento di Laughlin stesso, erano ricavate da Pictures of the Gone World, e che conteneva nella seconda parte la famosa Autobiography (Autobiografia) alla quale attinsero tanti suoi critici: il volume uscì nel l 958.

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