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ROBERTO TESI
 
ARTISTA OPERE MOSTRE IN ASTA
 

Roberto Tesi Chi lo conosce ed ha avuto modo di seguire il suo intricato itinerario sa che Roberto Tesi dipinge da oltre trent’anni, o chissà forse da più tempo ancora, forse da sempre. Carriera discontinua ovviamente e non certo esclusiva ma che nel tempo è rimasta pervicacemente fedele a certe scelte tematiche e linguistiche a testimonianza di una vocazione senza dubbio più sincera e coerente, ahinoi, di quella che anima tanti “professionisti”. Tesi come pittore non può certo dirsi uno sconosciuto e tanto meno un debuttante alle prime armi, dal momento che le sue opere sono in mezza Italia nei salotti di amici e conoscenti ed hanno già più di una volta richiamato l’attenzione degli addetti ai lavori. Mancavano soltanto i riconoscimenti ufficiali, le esposizioni, ma anche a questa lacuna come si vede sta finalmente colmandosi. Un altro prestigioso titolo di cui questo artista può a pieno titolo fregiarsi è quello di essere stato per lunghi anni allievo di un riconosciuto Maestro Antonio Bueno; anzi l’unico allievo di questo maestro per l’esattezza visto che, come è noto, Antonio Bueno non ha avuto diretti continuatori. Bisogna naturalmente accordarsi sul significato del termine “allievo” perché di lezioni vere e proprie in realtà non si è mai trattato, specie per quanto riguarda l’aspetto più propriamente tecnico; semplicemente Tesi fu l’unico a ricevere il permesso di drizzare il suo cavalletto accanto a quello del maestro nel suo studio e a lavorare accanto a lui, partecipando nel contempo alle sue lunghe accanite discussioni sul futuro, presente e passato dell’arte. La parentela, gli influssi, nei temi, nella fisionomica dei personaggi e più ancora nel suo spirito generale, non potrebbero essere più scoperti, ne ovviamente Tesi si cura di nasconderli; con delle significantissime differenze però che garantiscono a questa pittura una sufficiente identità e originalità, e dunque una ragion d’essere. Sono tante cose che chiunque può notare, l’accelerazione sul pedale dei colori, ad esempio, che acquistano tonalità di smalto, grazie all’uso dell’acrilico; l’ironia che appena accennata in Bueno, diviene qui plateale; l’inserzione di temi secondari come quello dei grandi balocchi dell’umanità, treni aerei, navi automobili. In fin dei conti l’aspetto più gradevole e tranquillizzante di questa pittura è proprio l’assoluta mancanza di pretese, il suo carattere puramente edonistico. Nulla di serio dunque, solo un composito, intelligente divertissement del quale ognuno potrà scegliere e trattenere l’aspetto che preferisce; arrendevolezza naive, reminiscenze colte, tecnologia da modernariato, nostalgia per la bella epoque, documentazione storica, allegorie ce n’è per tutti i gusti. Con infine un ulteriore e ancor più tipica cifra dell’autore, la sua palese anglofilia, che vuol essere semplicemente un omaggio alle sue radici, la rivelazione di uno dei tanti tesori che compongono il suo multicolore bagaglio affettivo.

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